di Franco Filipetto

Sono poco meno di duemila le firme raccolte tra i pendolari piemontesi che chiedono la riattivazione della linea ferroviaria Arona–Santhià, tronco dismesso dal 17 giugno 2012. Le speranze si sono riaccese dal momento che sulla linea sono stati attivati lavori per l’adeguamento della segnaletica elettronica e la sostituzione di cavi dei collegamenti elettrici e dei comandi, opere queste che interessano la stazione ferroviaria di Arona e tutti i tratti verso Dormelletto e Meina, sia sul Sempione, che sulla Arona – Novara, che sulla direttrice per il Torinese.

Tornando alla linea che permette ai passeggeri che salgono ad Arona di raggiungere più velocemente il Torinese, va pure detto che dal mese di giugno sono in atto anche opere per la pulizia e il taglio di rami che si abbassano verso i binari. Il collegamento è richiesto anche da comitati che rimarcano che, non solo mette in collegamento il Lago Maggiore con Torino, ma, viceversa, consente anche di avvicinare la Svizzera al capoluogo piemontese. In ballo c’è pure la Novara – Romagnano Sesia – Varallo chiusa ai treni passeggeri dal 15 settembre del 2014. Questo tronco, però, è ancora attivo, vuoi per i treni d’epoca che mensilmente collegano Milano con Varallo Sesia, vuoi in quanto settimanalmente c’è un convoglio merci che da Novara fa scalo a Romagnano, sino alla Kimberly Clark, azienda leader nel mondo della produzione della carta. Porta un carico di cellulosa e torna con il prodotto finito. Pendolaria di Legambiente, nella sua analisi che riguarda il trasporto ferroviario in Italia, all’entrata in vigore dell’orario invernale, ha reso noti i dati: in Piemonte per ripristinare i 12 rami secchi tagliati, per complessivi 483 chilometri, occorrerebbero ben 143 milioni di euro, in Regione ce ne sono a disposizione solo 15. Il bacino di utenza che ha subito le soppressioni complessivamente conta 80 mila passeggeri al giorno

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